Passoscuro e i disabili dimenticati


Passoscuro potrebbe essere una delle più belle località del litorale romano se solo non fosse una
cittadina abbandonata a stessa da troppo tempo. Se soltanto fossero messe in risalto da chi di
dovere le sue mille risorse. L’estate è arrivata ed oltre al caldo ha portato con sé
problematiche che affliggono la nostra amata cittadina… peggiorando così situazioni già
estremamente precarie.
Difficoltà quotidiane a cui i cittadini sono costretti a far fronte da soli, come meglio possono,
completamente abbandonati, fino ad oggi, dalle istituzioni competenti. Già è difficile per un
cittadino “ normodotato” sopravvivere alla “giungla” del turismo in una località che, in questo
periodo, ospita più gente di quanta poi ne possa effettivamente “sopportare”… causa le infinite
“mancanze” di cui è vittima. Figuriamoci, poi, quanto possa essere complicato per un disabile.
Tutto assume un altro “sapore”, diventando un “boccone troppo amaro da mandare giù”.
Accompagnatemi in questo “giro turistico” virtuale, in uno dei tipici fine settimana estivi…
Parcheggi insufficienti, specialmente quelli riservati ai disabili. Macchine parcheggiate
ovunque, perfino sui marciapiedi… parcheggi selvaggi, senza il minimo rispetto, per quei
pochissimi riservati a loro.
A proposito di marciapiedi… scarsi in tutta Passoscuro, in alcuni casi, talmente stretti da essere
costretti a camminare in fila indiana, figuratevi se può entrarci una sedia a rotelle. Passeggiando
per le strade possiamo trovarne alcuni di dimensioni normali, MA… ci ritroviamo cartelli stradali,
messi da qualche “genio dell’architettura”, praticamente al centro del marciapiede.
Immaginatevi cosa significa per un cittadino diversamente abile, costretto a dover “camminare”
per la strada, facendo lo slalom, tra macchine parcheggiate in doppia fila, cartelli stradali e
macchine che sfrecciano per le vie, manco fossero sul circuito di Imola.
Spostandoci verso il lungomare, la situazione non migliora di certo… anzi, diventa quasi surreale.
Non esiste un solo accesso alle spiagge libere dotato di scivoli appositi. Nessuna spiaggia
libera è dotata di passerella che consenta l’attraversamento ad un disabile. Non è presente in
nessuno stabilimento balneare un’attrezzatura specifica che permetta a questi cittadini di
potersi muovere liberamente sulla sabbia e di poter fare il bagno in sicurezza.
Praticamente, ammesso che abbiano un accompagnatore che li aiuti ad arrivare in spiaggia,
la loro giornata finisce sotto l’ombrellone.
Stendiamo anche un velo pietoso sui trasporti… NON ESISTONO, AL MOMENTO, SU PASSOSCURO,
mezzi adeguati al trasporto disabili.
A questo punto mi chiedo… ma in una località di mare come la NOSTRA, che vive soprattutto di
turismo, non serve avere una laurea per capire che ci sono servizi che NECESSITANO CON
ESTREMA URGENZA DI ESSERE POTENZIATI per il bene della collettività.
Diversamente abili vittime d’inciviltà, barriere architettoniche e burocrazia.
Burocrazia che forse bisognerebbe rivedere… burocrazia infinita, di cui siamo tutti schiavi, ma
che per un disabile diventa veramente un ulteriore calvario… file interminabili, rimbalzati come
palline da ping ping da un ufficio all’ altro.
Siamo nel 2018, ma Passoscuro è rimasta ferma a 20 anni fa… qui da noi il tempo si è fermato,
ed evolversi sembra un impresa titanica… un lusso, di cui al momento hanno beneficiato in
pochi.
Il “giro turistico” è terminato… e l’unica cosa certa è che così Non possiamo e NON dobbiamo
andare avanti… è ora che chi di dovere si alzi dalla sua comoda poltrona e si ricordi che NON
ESISTONO CITTADINE PIÙ O MENO IMPORTANTI DI ALTRI E SOPRATTUTTO NON ESISTONO
CITTADINI DI SERIE A e DI SERIE B…
TUTTI ABBIAMO IL DIRITTO DI VIVERE UNA VITA DEGNA DI ESSERE CHIAMATA TALE, OGNUNO
NELLA PROPRIA LOCALITÀ.

Tiziana Candelaresi


Passoscuro e i disabili dimenticati

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