Con gli occhi di Argo


SECONDA PARTE

Sono passati 6 mesi da quando sono qua e la situazione si è abbastanza stabilizzata. Per quanto riguarda la poltrona abbiamo trovato un buon compromesso, la usiamo entrambi anche se io sto un po’ scomodo e piano piano cercherò di farglielo capire convinto che alla fine ci riuscirò. La mamma invece ha capito che se mi metto a dormire non deve disturbarmi. È  bastato poco, ho dovuto solo “brontolargli” un po’ ed il problema si è risolto. Mi sono anche abbastanza convinto che quello strano essere appartiene alla loro specie. È quello che meno mi dà retta e meno rispetta la mia privacy e prima o poi dovrò spiegarmi meglio anche con lui. Per il resto è tutto a posto. Hanno imparato ad accarezzarmi quando glielo chiedo, a giocare quando ne ho voglia, a non disturbarmi mentre mangio o mentre dormo, sono diventati veramente bravi. Solamente su una cosa non riesco ancora a spiegarmi ed ogni volta faccio una fatica terribile, come si fanno le passeggiate quotidiane. Non pensavo che fosse così complicato fargli capire che io so dove andare. So dove sono gli odori più interessanti, quale albero è migliore per le mie esigenze ed ogni volta, dico ogni volta, sono costretto a trascinarmeli dietro per indicargli la corretta strada. Soprattutto adesso che mi sento più forte ed ho strane sensazioni che prima non avevo mai provato, ho fretta di arrivare dai miei amici al parco e giocare con quella cagnetta che mi guarda in modo strano, diverso da prima ed allora per fare più in fretta li devo tirare con tutte le mie forze. Credo che questo sia l’unico problema che non riuscirò mai a risolvere. Oggi è il mio secondo compleanno e sento che sarà un momento importante della mia esistenza, come i miei cugini lupi dovrò chiedere ufficialmente di essere eletto capo di questo branco. Non credo ci saranno difficoltà visto che già fanno la maggior parte delle cose che gli chiedo. Dovrò limare qualche cosa come la questione della poltrona, ma riuscirò a spiegarmi per il meglio. Un capo del resto deve sapere mantenere la disciplina e fare rispettare le regole, altrimenti dove si va a finire? C’è poi la questione di tutta quella gente che entra senza il mio permesso disturbandomi in continuazione. Su questo è più facile intervenire: visto che non servono alla sopravvivenza del mio branco posso cacciarli senza troppi riguardi. Bene, prepariamoci dunque a vivere tutte le responsabilità del capo sperando che gli altri collaborino come hanno sempre fatto e non si montino la testa. Pensavo fosse più facile fare il capo in questo branco, invece mi sono accorto che i miei padroni sono più testardi di quello che credevo e mi costringono a ripetere sempre le stesse cose. Ad esempio ormai doveva essere chiaro che la poltrona era mia, invece, improvvisamente, hanno ricominciato a tentare di farmi scendere ed ogni volta la cosa diventa più fastidiosa, dovrò proprio farmi sentire. È un po’ di tempo che parlano tra  loro e credo che i discorsi mi riguardino perché viene spesso pronunciato il mio nome. Stessero pensando ad un’azione di forza per modificare la leadership? Oggi mi portano in un posto che non conosco. La strada non è quella che facciamo normalmente per andare al parco ed ho l’impressione che tutto sia collegato alle loro discussioni su di me. Penso che dovrò aspettarmi delle sorprese, comunque sono certo che non stiamo andando dal veterinario e questa è già una buona notizia. Il posto è bello, anche se non riesco a sentire nessun messaggio lasciato dai miei simili, eppure giurerei che ne sono passati molti. I miei proprietari discutono con alcune persone e secondo loro io dovrei rimanere in macchina, non è proprio possibile, questa è vera ingiustizia! Come!!! a casa abbaio e mi aprono tutte le porte ed ora… non capiscono? Avevo pensato giusto, qui c’è qualcosa di strano. Ora capisco ancora meno, sembra che sia questo signore che voglia portarmi a spasso e dovrò spiegare anche a lui dove mi piace andare.

Sono passati 10 minuti e sono stanchissimo, più tiro da una parte più lui mi tira per il collo. Usa dei collari dolorosissimi, quasi quasi faccio finta di dargli retta tanto poi torno con i miei padroni. Due volte a settimana mi portano in questo posto dove mi fanno fare degli esercizi. Quello che ho capito è che l’istruttore conviene assecondarlo altrimenti si arrabbia veramente, quindi quando sono qua faccio tutto quello che mi chiedono di fare così loro sono contenti, io mi tolgo il pensiero e poi posso tornare a casa a riprendere la normale vita quotidiana. Ci vuole proprio pazienza con questi umani, pensate che ora si sono messi in testa di farmi fare gli stessi esercizi che faccio in quel posto anche a casa o al parco dove gioco. Da non crederci, come si può pensare di dare degli ordini a me che sono il capo! Ho paura che dovrò affrontare nuovamente il discorso e chiarirlo definitivamente. Sono passati un po’ di  mesi da quando ho smesso di andare in quella scuola e tutto sta tornando alla normalità: mi sono ripreso la poltrona e li porto a spasso dove dico io. Solo una cosa è cambiata, c’è uno strano clima che credo mi riguardi e loro parlottano guardandomi. Credo di aver sentito parole come testone, capoccione, abbandono, se capissi il significato di questi termini potrei intervenire ma così non posso fare altro che aspettare di vedere cosa succede. Speriamo in bene.

Conclusioni possibili

  • Dove mi trovo? Dove sono andati? Perché non tornano? È ormai parecchio tempo che mi trovo legato in questo posto e comincia a fare caldo ed ho fame e poi passano tante macchine e comincio anche ad avere paura. Ma perché si comportano così? Io non ho fatto nulla di male e mi sembrava che tutto funzionasse perfettamente. Questi umani sono proprio matti.
  • Sono parecchie volte che andiamo a trovare una famiglia veramente simpatica. Hanno un cane molto vispo ma che sembra un po’ triste. Forse si sente solo e mi piacerebbe proprio fargli compagnia. Non ci crederete ma sembra che i miei padroni abbiano letto nel mio pensiero. Sono ormai 2 mesi che vivo insieme al mio amico. Lui è contento ed io pure, anche perché ogni tanto rivedo i miei vecchi padroni e insieme ci divertiamo.
  • Mi hanno portato in un posto molto rumoroso. Qui ci sono cani che si lamentano ed abbaiano. Mi hanno infilato in una gabbia piccolissima e mentre si allontanavano piangevano. Non li ho più visti. Che delusione la razza umana!

Spero di non avervi rattristato con queste brutte conclusioni ma, credetemi sulla parola, sono molto più frequenti di quanto si creda anche se basterebbe poco per evitarle. Vedete, noi cani quando incontriamo voi umani ci aspettiamo di ricevere un’educazione, ci aspettiamo che ci venga spiegato come comportarci nel vostro ambiente. Ci piace confrontare le nostre regole con le vostre ma, quasi sempre, questo non avviene e noi siamo costretti ad improvvisare secondo il nostro pensiero.

Sicuramente siete stati anche ingannati da tutti quei film come Rin Tin Tin, Lassie, Zanna Bianca, l’ispettore Rex, Tequila e dai cartoni come La carica dei 101, Red e Toby ed altri. Vi posso assicurare che noi cani normali non siamo così “bravi”, non nasciamo già preparati a fare tutte quelle cose che sembrano così naturali come seguire una pista per chilometri, portarvi un oggetto, obbedire ad ogni vostro comando e, soprattutto, non parliamo come voi. Vi posso però garantire che io, come tutti i miei colleghi, sono pronto a mettercela tutta per vivere bene insieme a voi. Ditemi solo come fare…

Tratto dal libro di Luigi Polverini “Dalla psicologia canina alla pet therapy”

 


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