Con gli occhi di Argo


PRIMA PARTE

Cambio “casa”

Oggi sono venuti a prendermi i miei nuovi proprietari. Hanno guardato i miei fratelli, me e sono rimasti lì indecisi su chi scegliere. Io li ho aiutati andandogli incontro e salutandoli gioiosamente. Li ho chiamati con il mio famoso “abbaio festoso” ed hanno subito capito, mi hanno preso in braccio e scelto, credo che andremo d’accordo e che non ci vorrà molto a spiegargli come ci si comporta e sicuramente impareranno velocemente. Quanta gente intorno a me! Sono quattro e tutti mi accarezzano e mi parlano, ma sarà necessario insegnargli il mio linguaggio, altrimenti non riusciremo a capirci, quando li avrò conosciuti di più ve li presenterò.

Credo sia arrivato il momento dei saluti. Finalmente conoscerò la mia nuova casa… Mi  stanno portando verso una strana gabbia dove tutti entrano e si mettono seduti. Quale sarà il mio posto? il portabagagli? il sedile posteriore? una scatola? le braccia di uno di loro? 

Sono stato fortunato, mi trovo in braccio alla mamma e seguito a ricevere tante carezze. Cosa succede? perché questa gabbia comincia a muoversi e mi sento così strano? sarà meglio che chieda aiuto ai miei nuovi padroni. È un po’ che abbaio e guaisco ma loro continuano ad  accarezzarmi e non mi dicono cosa succede, anzi, più abbaio e più mi accarezzano. È evidente che nel loro mondo è così che si ottengono attenzioni e carezze. Bene ora ho capito: abbaierò più forte.

Siamo arrivati (o almeno credo) a casa. È stato un viaggio stressante, pieno di rumori e di suoni che non avevo mai sentito, che orrore! Spero proprio di non dovere rimontare più su questa strana gabbia. La casa non è male, dopo l’analizzerò accuratamente ma adesso devo proprio andare in bagno, dopo tutto quello stress! Visto che nessuno mi indica dov’è, immagino che qui si possa fare ovunque. Che strane abitudini  hanno questi nuovi proprietari!

AAAh. Ora mi sento meglio e posso iniziare ad ispezionare la casa, sempre che ci riesca visto che come faccio un passo tutti mi sono intorno per accarezzarmi, non che mi dispiaccia ma, sapete, ognuno ha le proprie esigenze. Sono riuscito finalmente a vedere buona parte della casa, non che sia stato facile ma alla fine ci sono riuscito, anche se alcune stanze sono rimaste chiuse e tutti si affannavano a dirmi cose che non comprendevo, alla prima occasione però vi prometto che indagherò a fondo in questi luoghi. La cosa che mi ha colpito maggiormente è la presenza di tanti oggetti che non ho mai visto prima: chissà cosa saranno. Sicuramente i miei nuovi proprietari mi spiegheranno tutto… o almeno  spero.

Sono passate ormai parecchie ore e debbo dire che qui si sta veramente bene. Il cibo è buono, ricevo tantissime coccole, gioco quando ne ho voglia e non mi dicono mai di no, basta che mi avvicini ad uno di loro e subito tutti sono attenti a capire cosa voglio. A dire il vero non sempre ci riescono ma sono sicuro che con un po’ di pazienza riuscirò a spiegarmi meglio.

Credo proprio che sia giunta nuovamente l’ora del pasto, almeno a giudicare dalla mia fame, e poi tutti a nanna. Chissà dove dormiremo, non ho visto cucce grandi abbastanza da contenerci tutti come facevo quando vivevo con la mamma ed i miei fratelli ma forse sono in una delle stanze proibite.

Strano, è da un po’ che non vedo i due più giovani ma non mi preoccupo, i presenti mi stanno riempiendo di coccole anzi in questo momento me ne stanno facendo tantissime e mi parlano, mi dicono cose che io non capisco ma sicuramente sono piacevoli e mi hanno messo su un cuscino veramente morbido, sì è proprio brava gente!

Sono 5 minuti che sono solo, credevo che fosse un nuovo gioco,  ora comincio ad avere paura e vorrei andare a dormire, sarà meglio che li chiami e mi riunisca al branco per la notte. Arrivano, c’è voluto un po’ ma alla fine mi hanno sentito… ed ora  mi preparerò ad andare con loro. Non ci crederete ma invece di essere contenti di stare nuovamente insieme hanno cominciato ad abbaiare più di me e dopo strani gesti sono andati via di nuovo. Saranno animali sociali anche loro o no? Debbo iniziare a preoccuparmi? Forse non hanno capito che voglio. Si, mi sembra la cosa più logica. Proverò a spigarmi meglio.

Bene, dopo 5 tentativi sono finalmente riuscito a fargli capire che si dorme tutti insieme. Avrei preferito stare nella loro “cuccia” ma anche la stessa stanza per ora va bene, al resto ci penserò domani. Ho capito che dovrò avere molta pazienza con loro.

Il sole è già alto e loro dormono ancora, qui bisogna mettere proprio un po’ d’ordine. Ora li sveglio magari con una bella leccatina sul viso ed una magnifica scodinzolata; forza pelandroni, chi dorme non gioca.

Ho proprio fatto la cosa giusta, appena svegli mi hanno subito sorriso ed accarezzato, da domani questo sarà il mio primo compito così li farò felici tutte le mattine.

Bene! Bene! inizia un nuovo giorno ed ormai ho capito come funziona, sono stato attento, dunque ricapitoliamo:

  • per farsi fare le carezze bisogna andargli vicini e strofinarsi e se sono distratti spingerli con il musetto ed il risultato è garantito
  • per giocare basta prendere un gioco e farglielo vedere
  • per salutarli saltare il più possibile, loro si divertono ed alle volte mi accarezzano, altre mi spingono lontano per invitarmi ad un nuovo salto
  • per mangiare bisogna farsi vedere agitati, se non basta abbaiare un po’ fino al raggiungimento del risultato.                                
  • Bene, non male in così poco tempo ed oggi ripasserò tutto.

C’è una strana agitazione che ieri non c’era, sembrano tutti indaffarati e mi danno meno retta, sono andato a cercare attenzione da ognuno di loro ma ho ottenuto solo una carezza frettolosa, staremo a vedere cosa accade.

Nuovamente il gioco di ieri, sono andati via lasciandomi solo ma ormai dovrebbero aver capito che la cosa non mi piace ed ora li richiamo subito all’ordine. Sono sfinito! Sono 4 ore che abbaio e non vengono. Che sia accaduto qualcosa? Mi avranno abbandonato? No, è impossibile dopo tutto il bene che mi hanno dimostrato ieri, vogliono mettermi alla prova per capire se mi stanco di cercarli.  Riprendo a chiamarli, prima o poi arriveranno come hanno fatto ieri sera e se proprio dovessero tardare passerò un po’ di tempo rosicchiando qualcosa.

Ecco, sono tornati. Non so se essere arrabbiato con loro oppure perdonarli, ma sono troppo felice di vederli e glielo dimostrerò subito riempiendoli di baci, dovessi saltare fino alla luna.

È giunto il momento di presentarvi i miei nuovi padroni:

Papà: è una persona simpatica che cerca di dimostrare a tutti che con lui non si scherza. Si rivolge a me con tono deciso e perentorio, però quando nessuno lo vede mi passa degli squisiti bocconcini da sotto il tavolo. Lo strano è che dice agli altri di non darmi da mangiare quando sono a tavola. Forse questo è un diritto riservato solo ai papà ed io per non sbagliare vado da lui quando mangiano. Su una cosa in particolare siamo d’accordo: ad entrambi piace stare sul divano e prima o poi dovremo stabilire a chi spetta la scelta del posto.

Mamma: lei sì che capisce! Mi coccola sempre, mi prepara dei pranzetti deliziosi, mi difende se qualcuno mi strilla, mi tratta proprio come un re e sono convinto che anche quando prova a correggermi non lo fa veramente. Ha solo un difetto, parla in continuazione, mi tiene lì con lei cercando di spiegarmi come va il mondo convinta che io capisca tutto. Ho l’impressione che per evitare il problema mi restino solo due possibilità:

  • far finta di capirla e pensare ad altro
  • andarmene alla ricerca di un angoletto più tranquillo.

         Quando crescerò dovrò risolvere anche questo problema.

Figlia: è la persona che vedo meno anche perché non c’è quasi mai. Quando è in casa passa tanto tempo a guardare una persona esattamente uguale a lei ma che non ha nessun odore che io possa identificare. Sono poche le volte che usciamo insieme o che mi dà lei la pappa ma credo che sia una grande esperta di cani perché discute sempre con gli altri della mia educazione e difende fermamente la sua idea, anche se io personalmente devo ancora capire quale sia.

Figlio: loro dicono che è un essere umano anche lui ma io ho i miei dubbi. Tralasciando il fatto che si muove in modo strano, passando sopra ai suoni emessi per nulla uguali a quelli degli altri ma un naso di  cane non si può ingannare, lui non odora come gli altri. È proprio una cosa diversa, sarà bene che lo tenga d’occhio. Non penso che possa essere pericoloso ma invadente e fastidioso sì. Cercherò di capire meglio nei giorni che verranno.

(CONTINUA)

Tratto dal libro di Luigi Polverini “Dalla psicologia canina alla pet therapy”


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