La religione a Fiumicino


di Riccardo Affinati

L’uomo è straordinariamente intelligente in tantissimi campi del sapere, ma nella religione sembra essersi accampato di fronte alla città di Ur [antica città della bassa Mesopotamia, situata vicino all’originale foce del Tigri e dell’Eufrate, sul golfo Persico] e deciso a non volersi più muovere. Nessun filosofo, intellettuale, scrittore, scienziato, studioso, o essere umano, ci ha convinti di un’unica, inconsolabile verità, mentre il freddo dei venti e un clima sempre più rarefatto avvelena un mondo che non ci appartiene e che mai ci spetterà. Dio non è un uomo con la barba, non è il fuoco e non è il ghiaccio, non è il fulmine, eppure la nostra sete di verità ci porta, in mancanza di risposte certe e prove concrete, nelle mani dei sapienti, degli illuminati, dei saggi, del clero, del variopinto mondo di illusionisti, stregoni sciamani, messia, ministri di un culto e atei. Ogni essere umano ha diritto di chiedere, senza per questo essere lapidato, bruciato vivo, messo all’indice, derubato, assassinato, decapitato, squartato, imprigionato e condannato […] Ancora oggi si uccide nel nome di Dio, ancora oggi qualcuno parla per suo conto, ancora oggi la rabbia, l’enfasi e la violenza rappresentano la risposta umana a tutti coloro che vorrebbero parlare con l’Eterno per avere conforto e la remissione dei loro peccati. Intorno ai resti della religione, come avvoltoi nei pressi di una carogna, pronti al fiero pasto si adunano i potenti della nostra società, tutti coloro che piegano la verità ai loro scopi. Dall’Oriente ritornano i sogni di realtà antiche, favole assai ben redatte che parlano di tartarughe che trasportano sul loro guscio i mali del mondo, mentre milioni di fedeli contemporaneamente rivolgono il loro inchino in direzione di punti strategici all’orizzonte, con la televisione e internet che propagano le ultime novità sui sistemi per ritornare a vivere una vita serena. Milioni di religioni si confondono tra di loro, il tutto si fa notte e il singolo si fa divino, ognuno di noi ricerca se stesso, mentre a nessuno viene dato il potere di parlare direttamente con Dio, perché egli si nasconde in versi satanici, in libri divini, in personaggi morti, vivi, resuscitati, in pietre venute da lontano, in feticci, immagini, in ideali, in forma umana o bislacca, in niente e in tutto, a un passo della menzogna e a due passi da una verità sempre più lontana, non appena si tenta di toccarla. Non è Dio che non ci concede la parola, in realtà sono gli uomini a impedirgli di parlare, sono sempre loro a tentare di imbavagliare la verità, a circoscrivere le ricerche. Il peggior tumore dell’umanità risiede dentro di noi e la violenza è la sua arma migliore, la più temibile ma non è la sola. Siamo ritornati schiavi, o forse non ci siamo mai emancipati, di teorie complottistiche, di gnomi svizzeri, di alieni che vanno e vengono, di gente senza scrupoli, di meccanismi piramidali, di nuove alchimie, di speciali energie mentali, di stati e nazioni avvinti da codici burocratici che assistono Caino e trafiggono Abele, eppure anche i fantasmi che non esistono ci fanno paura. I peggiori incubi dei nostri sogni, troppo spesso, si fanno realtà e proprio per questo cerchiamo di razionalizzare e di farci garanti di forze positive per debellare la paura di morire, in particolare di finire nel dolore i nostri ultimi giorni. La morte è pari a Dio, il buddismo tenta di sconfiggerla irridendola, mentre il cristianesimo la ribalta con il perdono, ma neanche il Corano è capace di spiegare l’infinito, contemporaneamente all’ateismo che diventa aspirina, senza dare l’appagamento delle nuove religioni. Tra breve la nostra salute sarà messa all’asta, i nostri corpi venduti, i nostri organi tassati, insieme al cuore, ai reni, al cervello, ogni componente del nostro involucro umano avrà un prezzo di mercato, se non ci fermiamo in tempo stiamo regalando il nostro futuro a una casta ignorante ma potente, vigliacca ma brutale, viscida ma efficiente. Non c’é problema o domanda personale che la filosofia non sappia, in apparenza, affrontare. Ogni divinità annuncia la sua venuta, il suo ordine cosmico, guai a coloro che non crederanno, la miseria e la sventura sono già in procinto di colpire le ignoranze umane. Ci confronteremo con ateismo, teismo, panteismo, monoteismo e politeismo, fenomeni sorti tutti insieme, creati ad arte dagli uomini, a disposizione di ogni entità superiore e straordinariamente potente, per renderla ancora più confusa. Chi è il vero nemico dell’uomo? Un diavolo che forse non esiste oppure la stessa razza umana? Chi è da temere di più? La natura con le sue malattie, morbi, uragani, saette, meteore, pianeti oppure le nostre classi politiche, i nostri presidenti o invece i teatrali uomini d’affari? La disciplina dove abbiamo fatto dei passi indietro riguarda proprio la nostra bontà d’animo, al punto che c’è da domandarsi se sia mai esistita. Non parlo della generosità, dell’etica, della nobiltà o dell’altruismo, ma della nostra anima. Il nostro respiro, l’alito primordiale, la psiche che ci restituisce calore, il tutto che ci rende indietro energia per ogni pensiero positivo, forse è proprio lì, la risoluzione di ogni cosa, se ben compresa, descritta, comparata, sperimentata e adeguata ai grandi sistemi. Torniamo a essere uomini, con le nostre paure, le nostre lacrime, il terrore della notte, del freddo, l’abbracciarsi concreto del sonno e il beneamato riposo, alla fine di giornate piene di sana stanchezza.

Riccardo Affinati, scrittore e storico, dal 2013 abita ad Aranova svolgendo l’attività di volontario presso l’ospedale pediatrico “Bambino Gesù” di Palidoro (AVO Fiumicino).

 


La religione a Fiumicino

log in

Become a part of our community!

reset password

Back to
log in