L’Isola che c’è. Ipertensione e stile di vita


di Fabio Reposi
Direttore Farmacia Comunale Aranova
Le misure intese a modificare lo stile di vita costituiscono le pietre miliari nel controllo della pressione arteriosa all’interno della popolazione. Errate abitudini dietetiche e l’attività sedentaria, che portano all’obesità, sembrano essere responsabili dell’aumentata prevalenza dell’ipertensione in molti paesi del mondo. Cambiamenti nello stile di vita sono indicati come terapia primaria in pazienti con valori di ipertensione lievi e bassi livelli di rischio cardiovascolare e sono raccomandati come terapia di appoggio per tutti i pazienti che ricevono  un trattamento farmacologico per l’ipertensione. Benefici derivano non solo da quelle modificazioni dello stile di vita che possono ridurre i valori pressori (per esempio, il calo ponderale), ma anche da interventi che possono ridurre marcatamente il rischio cardiovascolare nei pazienti ipertesi senza avere un effetto diretto sulla pressione arteriosa, per esempio la cessazione del fumo di sigaretta. In effetti l’interruzione del fumo è al primo posto tra le regole di vita da intraprendere nell’ipertensione mettendo in preventivo di un probabile aumento del sovrappeso che però verrà affrontato in un secondo momento, quando l’interruzione del fumo sia diventata effettiva. Il peso in eccesso è associato a un aumento della pressione arteriosa in adulti e bambini. Oltre alla riduzione della pressione, studi controllati randomizzati hanno dimostrato che la riduzione del peso in soggetti con obesità moderata ha effetti favorevoli sull’insulino resistenza e sul diabete, così come sull’iperlipidemia. gli effetti della perdita di peso sulla pressione arteriosa possono essere potenziati da un’aumentata attività fisica, da un consumo moderato di alcol in bevitori sovrappeso e dalla riduzione di introito di sodio in anziani ipertesi. Sebbene vi siano prove che una dose moderata di alcol giornaliera, 10-30 grammi di etanolo equivalenti a 1-3 bicchieri di vino rosso, sia associata a una ridotta incidenza di malattia cardiovascolare rispetto ai grandi bevitori o agli astemi, la relazione tra consumo alcolico giornaliero e pressione arteriosa è lineare. L’introito di elevate quantità di alcol in soggetti ipertesi in trattamento è associato a un aumento dei livelli pressori. L’alcolismo è una causa di ipertensione e può causare ictus. Studi scientifici dimostrano che una riduzione acuta dell’introito di alcol in forti bevitori determina una notevole caduta della pressione arteriosa in poche settimane. Anche una riduzione dell’apporto di sodio nella dieta riducono l’ipertensione e le persone anziane sembrano essere più sensibili e rispondere favorevolmente a tale restrizione. I soggetti che intraprendono una regolare attività fisica hanno minori probabilità di sviluppare ipertensione rispetto ai soggetti sedentari e hanno minori tassi di mortalità per tutte le cause. L’attività aerobica regolare in soggetti sedentari determina un aumento della sensibilità all’insulina, un miglioramento del profilo lipidico, una riduzione dei meccanismi neurovegetativi che inducono l’aumento della pressione. Si osservano effetti anche con il semplice passeggiare a passo svelto, ma gli effetti ottimali sulla pressione arteriosa si ottengono con attività aerobiche moderate svolte possibilmente tutti i giorni.
REPOSI L'Isola che c'è. Ipertensione e stile di vita
Il Dott. Fabio Reposi, Direttore della Farmacia Comunale di Aranova.

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