‘The turn of the screw’ al di là di Britten e James


di Mario Cerretti

Il 26 gennaio, presso la biblioteca ‘Gino Pallotta’ di Fregene, è stato presentato il libro del professor Eduardo Ciampi (docente di lingua e letteratura inglese) dal titolo The turn of the screw’ al di là di Britten e James. Si tratta di un saggio interdisciplinare che analizza ‘Il giro di vite’, il famoso racconto dello scrittore tardo-ottocentesco statunitense Henry James e la realizzazione operistica fatta dal compositore inglese del XX secolo Benjamin Britten. Il tutto viene elaborato alla luce della sapienza perenne, come promette il titolo della collana a cui appartiene lo studio in questione: ‘Melodramma e Filosofia Perenne’. Non mancano riferimenti alla cinematografia che su questo racconto ha prodotto, a livello internazionale, molteplici pellicole, peraltro commentate e segnalate con puntualità e precisione in note e in appendice.

CIAMPI-FOTO-2 'The turn of the screw’ al di là di Britten e JamesA presentare il libro c’era la professoressa di musica, nonché insegnante di pianoforte, Sonia Turchi (entrambi gli insegnanti svolgono la loro attività didattica presso la SM ‘San Giorgio’ di Maccarese), che dalla lettura del saggio di Ciampi ha con acutezza sottolineato l’indagine sul delicato rapporto che scaturisce dal passaggio dalla parola del testo narrativo al canto della struttura melodrammatica, attraverso un vero e proprio processo di ‘traduzione’ (ovvero trasmissione) che impegna il librettista e soprattutto il compositore. L’autore ha poi puntualizzato alcuni aspetti relativi al sottotitolo del libro, ‘Vite da fantasmi’, che allude alle presenze misteriose del racconto di James, presenze sottili che secondo gli studi tradizionali (riportati peraltro in bibliografia) sono riconducibili a residui psichici che permangono in particolari luoghi dove certi individui sono deceduti in condizioni particolari. S’è poi fatto riferimento a come tali fantasmi – la cui presenza, attraverso speciali tecniche narrative, rimane ambigua nel racconto di James – siano stati abilmente resi in musica dal compositore britannico con linee melodiche ‘ad hoc’ ed anche attraverso la caratterizzazione di alcuni strumenti musicali.

Spezzoni cinematografici e ascolti musicali dell’opera omonima di Britten sono stati apprezzati dal pubblico numeroso e attento. A fine incontro, grazie alla cortesia e alla generosità dello staff organizzativo della biblioteca, è stato offerto un gustoso rinfresco, durante il quale sono stati approfonditi i temi proposti nella presentazione in un piacevole e condiviso dibattito.

 


‘The turn of the screw’ al di là di Britten e James

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