Vito Bongiorno al MACRO


Vito Bongiorno trova la sua compiutezza, nell’urgenza di porre l’attenzione sui temi dell’ambiente e della distruzione attraverso l’elemento del carbone, come metafora di una distruzione al quale il genere umano sta precipitando, dove l’elemento diviene simbolico di una distruzione ambientale al quale noi non siamo in grado di porre rimedio, tradotto per l’artista in una folle corsa verso un degrado che diviene prima di tutto morale.

La sintesi stilistica e concettuale diviene la cifra elegante, discreta, essenziale di un lavoro pittorico ed installativo che manifesta una capacità di narrazione che si muove fra il figurativo e l’astratto muovendosi con leggerezza e percorrendo i generi con fluidità, senza porre limiti e rievocando simboli ed icone classiche quasi primitive e rendendoli attuali, contemporanei, come a creare un file rouge tra passato e presente.

Una pittura apocalittica, dove il carbone a campitura dei corpi umani è contenuto dal perimetro che diviene il nostro malessere, di malinconica accettazione di quello che noi stessi abbiamo prodotto senza rendercene conto della direzione incontrovertibile che abbiamo intrapreso.

Vito Bongiorno, esponente di quegli artisti che denunciano questo stato di cose che sembrano ineluttabili, ci racconta e ci mette in guardia con capacità e tecnica, portandosi dietro quella grazia e quella coerenza, sia nell’esposizione che nella sostanza e lo fa con quella discrezione e quella eleganza che crediamo vada messa in luce in un momento in cui l’arte e gli artisti, vanno spesso nella direzione opposta, lavorando alla pulizia ed alla essenza stessa delle cose.


Vito Bongiorno al MACRO

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