A spasso nella Riserva con Riccardo



DI-GIUSEPPE-3-e1554798770734 A spasso nella Riserva con Riccardo

Rubrica settimanale a cura di Riccardo Di Giuseppe (Naturalista e Agrotecnico – Responsabile delle Politiche ambientali, tutela della costa e degli ecosistemi per il Movimento Sergio Pirozzi)

 

Amiche e Amici oggi vi faccio conoscere la Pineta Monumentale di Fregene! La pineta di Fregene, facente parte del grande complesso Rospigliosi, è giunta fino a noi grazie a un ammirevole impegno per la sua tutela e salvaguardia che nel corso della storia ha ricevuto, fino al secondo dopoguerra. Oltre tale periodo le sue sorti hanno subito un destino sempre meno felice, fino ad arrivare ai nostri giorni. Ma una parte di questo prezioso ed eccezionale monumento naturale, relitto del paesaggio tirrenico precedente alle bonifiche del 1900, è giunto fino a noi. Noi tutti abbiamo quindi una grande responsabilità. Oggetto di studio anche dell’Università degli Studi della Tuscia l’area è stata definita di rilevante importanza. Gli stessi tecnici hanno ribadito che la nostra è una pineta da record! In tutto il bacino del Mediterraneo quella di Fregene è l’unica ad avere pini con un’età superiore ai 150 anni. Amici, sapete cosa significa? la pineta monumentale di Fregene ospita i pini domestici che producono i pinoli più antichi del bacino dell’intero mediterraneo! Il recupero di una pineta risulta articolato in quanto si tratta di una formazione artificiale di valore non solo ambientale, ma anche storico e paesaggistico: la natura, nei suoi progetti non può prevedere il recupero di una pineta monumentale artificiale. In parole molto semplici possiamo fare una semplice distinzione tra la vegetazione “Reale” e quella “Potenziale”; La vegetazione reale è quella che si può osservare sul posto in tempo reale che può essere anche di origine artificiale, come nel caso della pineta; esiste poi la vegetazione potenziale, e cioè quella che dovrebbe esserci in condizioni naturali in assenza dell’intervento dell’uomo. Dopo lo schianto a terra di pini vetusti e del taglio di molti di essi, quello che torna a riproporsi in modo naturale è proprio la vegetazione potenziale, ovvero quella in linea con le caratteristiche climatiche, litomorfologiche e floristiche del luogo, e non di certo la pineta che c’era prima.. Quell’area è di base caratterizzata allora da elementi della macchia mediterranea e della lecceta, come il corbezzolo, l’erica arborea, il lentisco, il cisto, il mirto, l’alaterno, la fillirea ed altre ancora. Questi cambiamenti sono il risultato di dinamiche successionali che in mancanza di una gestione forestale attiva delle pinete stanno progressivamente determinando modificazioni nella struttura e di conseguenza la trasformazione di questo paesaggio costiero. Il mio motto è “conoscere per tutelare”. Se conosci, sai dare il valore alle cose, puoi prevenire e nello stesso tempo programmare per il futuro. La nostra pineta richiede la messa in campo di tante competenze: scientifico-tecnologiche, politico-sociali ed economiche per garantirne la conservazione per le future generazioni, il tempo stringe! 

Che bello vivere in una Riserva! Alla prossima settimana e ricordate sempre … #conoscerepertutelare! 


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