Parliamo di politica non di beghe di paese


di Elia Arena

Quanto alle polemiche sollevate a seguito di un articolo pubblicato sul giornale online VIA AVRELIA XX-XXX, il vero problema è che la Presidente del consiglio comunale Vona e il Consigliere Calcaterra stigmatizzano l’operato di un partito coalizzato in alcuni comuni italiani con il pd, ossia, contro un partito europeista, capeggiato dal Presidente del parlamento europeo Tajani,  il quale si è mostrato molto critico sull’operato di questo governo del disastro e del “cambiamento “. A me spiace, cara Alessandra, in virtù della stima che ti ho sempre riconosciuto. Sarebbe meglio porre l’accento sulle questioni che riguardano più da vicino la nostra posizione in Europa, piuttosto che concentrare l’ attenzione sul consigliere comunale di opposizione Severini. Tutto ciò è sinonimo di una politica spicciola e di basso profilo istituzionale. Con tutta onestà intellettuale non mi aspettavo sortite politicamente incorrectly – a mio avviso – seppur rispettabili ma non condivisibili. Il problema di fondo è che il mio partito continua erroneamente a comunicare. Continuo a ripetere che servono nuove parole! Un impegno politico così importante, come quello delle elezioni europee, deve ergersi su profili diversi. Combattere gli antieuropeisti, i sovranisti, i nazionalisti uniti sotto l’egida dei vari Orban, Salvini e company, è la priorità. Ora o mai più! Alimentare polemiche superflue sulle posizioni di sostegno del consigliere Roberto Severini al partito di FI, vuol dire che stiamo discutendo del nulla. Egli è un libero cittadino, nonché rappresentante di una lista apparentemente civica, e nulla può impedire di esprimere la sua opinione di voto: pilastro fondamentale di un sistema politico democratico. Parliamo piuttosto quanto l’Europa sia importante per noi e quanto l’Italia sia importante per l’Europa! Il mio modo di militare in un partito coesiste da questi principi base per superare lo scontro conflittuale, senza alcun dubbio, in tal caso, poco costruttivo; qualora fosse piuttosto costruttivo sarebbe verosimilmente inattaccabile. Gli artisti della distruzione del nostro partito siamo noi stessi. Spero al più presto si inizi a fare politica dibattendo tematiche più interessanti. Cerchiamo di convincere l’opinione pubblica che viviamo, oramai da più di un anno, un vero e proprio immobilismo cronico; un momento così difficile della nostra storia repubblicana che altri politici di spessore indiscutibile avrebbero combattuto con fermezza. Mi riferisco ai vari Berlinguer, Moro, Almirante, i quali nonostante le loro divergenze di vedute avrebbero fatto il possibile – perché la politica è l’arte del possibile – affinché il paese si risollevasse dal default finanziario, economico e dalle diseguaglianze sociali. La storia politica del nostro paese negli anni dei forti conflitti, del terrorismo rosso e  di quello nero, è la prova evidente della capacità intellettuale e dialettica di questi uomini, che il nostro paese non dimenticherà mai. Purtroppo noi abbiamo come segretario di partito, Nicola Zingaretti, il quale, piuttosto che dialogare con i moderati, si mostra incline a stringere alleanze coi movimentisti del M5S e della sinistra radical chic.


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