La protezione


Italian national debt or budget deficit financial crisis concept 3D rendering

Il politologo di Società Civile ci offre un quadro chiaro di quello che succederà nel breve periodo senza le protezioni politiche adeguate. 

A cura dell’Ing. Enrico Migliardi

Nel campo delle tasse, come stanno scoprendo finalmente anche i mass media, l’ex Equitalia, e per essa l’Agenzia delle Entrate, va avanti da sola ed ha avviato i controlli incrociati sulle persone fisiche e su quelle giuridiche, le miriadi di Società italiane, per scoprire se quello che vendiamo, sia esso un prodotto materiale o intellettuale, corrisponda a quello che abbiamo acquistato. Bene, mi direte, così tutti pagano le tasse! No, non è un bene perché queste nostre tasse, le più alte del mondo, vanno a finire in un Ministero, quello del Tesoro che non spende queste risorse con la dovuta accortezza, anzi le getta al vento. Voi mi direte, ma questo vuol dire screditare il Ministro Tria e chi l’ha voluto? No, significa il voler stare dalla parte della brava moglie di famiglia che sa portare avanti una sana economia e non una escort che privilegia gli interessi della grande lobby finanziaria che sta spadroneggiando nel mondo a suo uso e consumo.

Nel campo dei “migranti” avremo due situazioni incresciose: un’invasione di profughi paganti che arricchiranno sempre di più le bande “umanitarie” legate all’importazione dei nuovi schiavi e lo “ius soli”. Nel primo caso il danno sarà immediato: più delinquenti e più furti (dopo due giorni che arrivano in Italia e non mangiano, devono per forza delinquere per mangiare, oppure appoggiarsi alle organizzazioni criminali per poter guadagnare), più stupri, più rapine e più matrimoni misti, con le inevitabili conseguenze che tutti vediamo all’estero. Per lo “ius soli” stiamo per combinare lo stesso guaio che hanno combinato i francesi con gli algerini e tante altre nazioni che l’hanno adottato e cioè trovarci, fra 18 anni, con una massa di migranti, a tutti gli effetti cittadini italiani, con la possibilità di votare ed, una volta eletti, portare la Shari’a prima nelle scuole e poi nelle leggi dello Stato italiano, con la logica conseguenza che, nei primi 5 anni in cui potranno nominare un loro Primo Ministro, potranno finalmente portare a compimento la loro profezia più importante: “quella di conquistare il Vaticano, impalare, ad uso musulmano, il Rappresentante di Cristo in terra e la Sua corte e fare di San Pietro la più grande moschea del mondo. Un po’ di Shari’a a qualche moglie di chi vuol introdurre lo “ius soli” in Italia sarebbe una cosa buona e giusta, così come il taglio della mano per chi ruba e depreda il Popolo italiano delle Sue radici ! Ma credo che poi sarebbe molto difficile riprendersi l’Italia “porgendo l’altra guancia”!

Nel campo della scuola “l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare” per dirla alla Bartali. Dovremmo prendere delle decisioni drastiche sia nel metodo che nei contenuti:

  • nel metodo la scuola e l’università, in ogni ordine e grado, sia essa pubblica che privata dovrebbe essere ristrutturata come segue. Ogni aula, dall’asilo al dottorato, deve essere dotata del medesimo tipo di lavagna magnetica e le lezioni dovrebbero avere la seguente metodologia d’insegnamento: 15/20 minuti di lezione informatica, uguale in tutta Italia e tenuta dal miglior formatore possibile; 2030 minuti di spiegazioni, dibattito e chiarimenti tenuti dal maestro, dal professore, o dal docente assunto ed incaricato; i restanti minuti di intervallo accademico tra un’ora di lezione e l’altra.

Sui contenuti bisogna essere chiari: o si va verso la barbarie della non cultura per un appiattimento mentale voluto da ci ha comandato negli ultimi 70 anni, oppure dobbiamo tornare a classificare il lavoro in relazione all’istruzione ed reintrodurre il metodo del merito. Cioè, tranne che per la scuola dell’obbligo che deve essere uguale per tutti, con l’aggiunta della programmazione informatica e del latino parlato, per il resto delle scuole superiori si deve sapere che se si farà il classico, nessuna facoltà universitaria sarà preclusa; mentre se si sceglierà lo scientifico, dove il latino parlato sarà comunque obbligatorio, si potrà accedere solo a poche facoltà universitarie scientifiche; per chi sceglierà il linguistico, potrà accedere solo alle facoltà di lingue moderne; e chi sceglierà il tecnico non avrà diritto ad accedere all’Università, ma potrà avviarsi nel mondo del lavoro, come artigiano.

Nel campo del debito pubblico la regola deve essere ferrea e, per non uscire dall’Unione Europea, l’unica strada percorribile è quella di trasformare i titoli in “bot fondiari” dall’oggi al domani, consegnando a chi detiene oggi quei titoli di debito, bot legati al territorio con concessioni demaniali di 20/25 anni finalizzate a valorizzare un bene demaniale dello Stato per uno scopo di interesse privato. Ciò consentirebbe di far gestire il territorio a privati italiani o esteri per soli 20/25 anni e poi rientrare in possesso di tali beni, avendo nel contempo l’azzeramento del nostro debito pubblico. A tale manovra si dovrebbero sovrapporre due leggi: una di eliminazione di tutte le tasse dirette ed indirette (compresa l’IVA) e quella di un abbassamento dell’unica tassa per tutti del 5% sul reddito consolidato, con un minimo per chi compie 14 anni di una somma minima forfettaria che produca l’effetto di introdurre i giovani nel mondo degli adulti, non solo per acquistare una macchinetta elettrica.

Infine, nel campo dell’energia abbiamo bisogno di uno zoccolo duro nel Governo che, forte della sua non dipendenza dalle lobby dei produttori dei carburanti fossili, si faccia promotore di una legge che, da subito, preveda che tutte le auto degli Enti Pubblici e delle Società Miste, e tutti i mezzi di trasporto pubblico, entro un anno dall’entrata in vigore della legge, debbano avere motori elettrici o a idrogeno (non motori ibridi) e tutti i camion ed i mezzi movimento terra, di lavoro e militari entro tre anni debbano avere motori a trazione a idrogeno ed infine tutte le auto private, entro 5 anni, dovranno avere un motore a idrogeno.

Questo è un vero programma di un vero Partito come è Società Civile.


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