Due contro dodici


SEVERINI Due contro dodiciCOSTA Due contro dodici

 

 

 

 

 

A cura di Riccardo Affinati*

Dodici interrogativi per due personaggi. Due persone a confronto che rispondono alla stessa domanda… Domande sul sociale, sul mondo politico, sul territorio e sulla propria anima. Una dozzina di quesiti posti nel tentativo di riscoprire le nostre radici, i nostri sogni, i nostri lati oscuri e quelli più solari, al confine tra onestà e voglia di cambiare…

Roberto Severini

Nato a Roma il 24 ottobre 1971, Consigliere comunale di Fiumicino con la Lista Civica “Crescere Insieme”. In dieci anni di attività associativa si è sempre battuto per Aranova creando opportunità e processi di aggregazione rivolti a tutti, ma con un particolare occhio di riguardo per i giovani. Di sé ama dire: “Il mio sogno è quello di valorizzare ed integrare con il resto del Comune il Nord del territorio”.

Stefano Costa

Nato a Roma il 29 settembre 1964, Consigliere comunale a Fiumicino per la Lega. “Ho portato con onore il tricolore sul braccio e la divisa del battaglione San Marco nelle missioni di pace in Libano. E cerco ogni giorno di onorare Fiumicino occupandomi di giovani, di sport e di progetti a carattere sociale. A differenza dei nostri politici in giacca e cravatta, potete trovarmi ogni giorno nelle vie della nostra città”.

  1. Qual è l’epoca in cui avresti voluto vivere?

COSTA: Ogni persona è fatta per la sua epoca. Per nostalgia, direi il 100 d.C.! Sono stati essenziali i tempi in cui ho vissuto, i sacrifici dei genitori, i racconti della guerra. Una famiglia ben definita, con papà, mamma e figli… La porta di casa sempre aperta. Mi fa male osservare il cambiamento che si è verificato in un breve periodo.

SEVERINI: Anche se il periodo è troppo lungo ed impossibile da vivere in una vita, decisamente l’epoca Romana.

2. Hai mai raccontato una bugia?

COSTA: Bugie cattive no. Bugie buone sì. Sono quelle che non interessano nessuno. Cose sciocche, banali.

SEVERINI: Chi su questa terra non ha mai raccontato una bugia alzi la mano.

3. Cos’è secondo te la felicità?

COSTA: Qualcosa che non mi appartiene e che non proverò più. Pensavo di saperlo, ma la vita mi ha dimostrato che la parola felicità non rientrerà più nel mio vocabolario.

SEVERINI: La realizzazione.

4. Credi in Dio o in un essere superiore?

COSTA: Credo fermamente in Dio. A Dio mi piacerebbe dire: “Dovrai dedicarmi del tempo per capire che cosa è successo”. C’è qualcosa che non ci è concesso di comprendere.

SEVERINI: Credo fortemente in Dio, ma purtroppo lo trascuro.

5. Qual è una delle tue convinzioni in cui credi fortemente?

COSTA: Dare buoni esempi ai giovani, la futura classe dirigente. Se si semina bene  si raccoglie altrettanto bene. I giovani, oggi, sono distratti da messaggi per lo più sbagliati.

SEVERINI: La caparbietà e l’ascolto sono due punti fondamentali.

6. Ti reputi un buon politico o quantomeno onesto?

COSTA: Se penso alla passione che metto nello stare in mezzo alla gente, nel contatto quotidiano che ho allora sono un buon politico. Cerco di dare il meglio. Poi da qui a definirmi buon politico in assoluto è del tutto opinabile. Quanto all’onestà sicuramente sono onesto.

SEVERINI: Onesto è scontato, ma con alto senso di responsabilità verso il bene comune.

7. Chi è il tuo peggior avversario politico?

COSTA: È l’indifferenza verso i giovani. Chi è indifferente alle sollecitazioni che arrivano dalla città. A livello nazionale potrei scrivere un libro. È l’individuo camaleontico che punta solo a obiettivi di carattere personale a scapito degli elettori. 

SEVERINI: Chi non ascolta e resta indifferente chiuso nella sua convinzione.

8. Se fossi il sindaco di Fiumicino, cosa faresti?

COSTA: Un territorio vasto come quello di Fiumicino necessita di rappresentanti in ogni località per risolvere i problemi dei cittadini. Creare tanti momenti in più di ascolto. Creare veramente una casa comunale trasparente non come quella di oggi che è una casa chiusa… senza doppi sensi, ovviamente. Soprattutto, farei qualcosa in più per i giovani e per gli anziani.

SEVERINI: Come già detto prima l’ascolto è ciò in cui credo fortemente e per questo motivo dedicherei il mio tempo ad ascoltare di più le realtà del territorio prima di agire.

9. Qual era uno dei tuoi più grandi sogni da bambino?

COSTA: Risolvere i mali del mondo, ma evidentemente era un’utopia.

SEVERINI: Non avevo grandi sogni… Mi sento realizzato personalmente con una splendida famiglia a fianco!

10. Quali sono i tre mali principali di Fiumicino?

COSTA: Mancanza di lavoro. Strutture sportive inadeguate. Centri di svago per anziani… non come il Catalani, insomma. Inoltre, la carenza dell’offerta sanitaria, la rete stradale… Sono tanti…

SEVERINI: Il primo è non aver mai investito nello sviluppo ricettivo turistico sfruttando i km di costa e le risorse dell’entroterra. Quindi, aver sottovalutato negli anni il fenomeno dell’erosione costiera a Fregene e Focene con gravi ripercussioni negative sull’economia turistica. Non aver studiato una rete di trasporto pubblico efficiente per collegare le 14 località tra di loro e con Roma Capitale, soprattutto con la presenza di un Aeroporto internazionale. Aggiungo un quarto che mi sta a cuore particolarmente: aver trascurato negli investimenti il Nord del Comune.

11. Qual è l’ingiustizia più grave a cui assistito come consigliere comunale a Fiumicino?

COSTA: Nel bilancio sono stati stanziati 20.000 € per le politiche giovanili. Se non si dà spazio ai giovani e si tagliano i fondi si è perso in partenza.

SEVERINI: La vivo in tutte le situazioni quando nelle scelte amministrative si antepone l’ideale partitico al bene comune e al fabbisogno cittadino. 

12. Se ne avessi la possibilità, quale domanda faresti al sindaco di Fiumicino?

COSTA: Per la verità, mi rivolgo spesso al Sindaco attraverso i social. In ogni caso gli chiederei qualcosa sulle politiche giovanili, come ho detto nella precedente domanda. 

SEVERINI: Caro Sindaco, perché non mettere in sinergia tutte le risorse del territorio per investire nello sviluppo turistico e lavorativo del nostro Comune ed evitare la fuga dei nostri giovani terminati gli studi?

Conclusione. Ci eravamo ripromessi, insieme al mio direttore Franco Cerretti, di scrivere due righe alla fine di queste brevi domande, per questo tipo di intervista che speriamo abbia un seguito anche con altri personaggi più o meno illustri. Delle domande abbiamo già parlato, sono scaltre, ingenue, stupide o intriganti, ma delle risposte mi ha colpito come un pugno allo stomaco quella di Costa sulla felicità (la numero tre), perché posso intuire il motivo reale, mentre per Severini apprezzo la sua sincerità quando dice “Credo fortemente in Dio, ma purtroppo lo trascuro”, perché spesso significa trascurare se stessi per il bene degli altri, ma tutto ciò che si trascura, prima o poi guarda altrove.

* Scrittore, dal 2013 abita ad Aranova svolgendo l’attività di volontario presso l’ospedale pediatrico “Bambino Gesù” di Palidoro (AVO Fiumicino).

 

 

 

 

 

 

 

 


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