Opere pubbliche e soldi privati


A cura dell’Ing. Enrico Migliardi (Segretario Politico di Società Civile)

Come realizzare un grande piano di Opere Pubbliche
senza utilizzare i soldi dei Cittadini italiani.

 

Un moderno modo di finanziare le Opere Pubbliche è facile, basta procedere con il “Contratto di disponibilità”, oppure con il “Project financing”? No. Non è questa la metodologia anche se entrambe le procedure sono un passo avanti rispetto ai finanziamenti “sic et simpliciter” da parte dello Stato che incidono sul bilancio pubblico. 

Cosa si dovrebbe fare, allora? Lo Stato dovrebbe fare un passo indietro e promuovere una legge che preveda tre semplici cose:

primo, che tutti coloro che intendono esercitare attività di Credito, comunque definito, sul territorio italiano, debbano costituire una linea di credito privilegiata a tasso zero del 20% sul consolidato degli ultimi 5 anni;

secondo, che tutte le Opere Pubbliche che possano avere delle utenze siano finanziate con i soldi degli Istituti di Credito e non con i soldi dello Ministero del Bilancio;

terzo, che gli appalti siano semplificati al massimo con la prelazione per le ditte che fanno per prima richiesta di una determinata opera, una volta che sia uscita sull’Albo del/dei comuni interessati e, per estratto, sulla GU.UE., per almeno 60 giorni consecutivi, unitamente al progetto preliminare approvato dalla Pubblica Amministrazione.

Questa semplice procedura che nasce dalla considerazione che lo Stato non deve utilizzare risorse Pubbliche e non deve realizzare alcuna opera pubblica a cui possa essere applicata un’utenza.

Questo deve essere esteso ad opere come la messa in sicurezza di un bacino, con una partecipazione economica pluriennale da parte di tutti gli abitanti che hanno la residenza all’interno del bacino stesso. Per esempio, un impianto di illuminazione esterno di un quartiere di una città, la manutenzione dovrebbe essere a carico dei residenti del quartiere, così come l’acqua potabile è pagata da chi la consuma.

Lo Stato non dovrebbe mai sprecare le proprie risorse pubbliche per ogni tipo di opera pubblica che possa ripagarsi attraverso le utenze. 

Peraltro sarebbe il modo per evitare ogni forma di non correttezza. Peraltro la prelazione scoraggerebbe anche la concorrenza sleale.

Per quanto sopra, se Società Civile arriverà in Parlamento non si sprecheranno più i soldi pubblici per tutte le Opere Pubbliche autofinanziabili. 

 


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