Piano di gestione della Riserva: ennesimo duro colpo alla Nostra economia


di Alessio Di Mitri e Valerio Fratoni del direttivo circolo “4 Apr. 1992”

Il Regolamento attuativo del piano di Gestione della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano è l’ennesimo duro colpo alla economia del nostro territorio, in particolare a quel settore agricolo, ortofrutticolo e dell’allevamento che rappresenta un fiore all’occhiello del Comune di Fiumicino.

L’approccio ideologico che ha portato la Commissione di Riserva, peraltro commissariata da oltre dieci anni e quindi per nulla rappresentativa delle varie esigenze territoriali, a redigere il regolamento attuativo rischia di essere mortifero per le numerose Aziende Agricole del Nostro Comune.

Ci aspettavamo che il Commissario dell’Ente Riserva ci dicesse in che modo e quanto  il Ministero dell’Ambiente pensa di investire nell’area della Riserva Statale per valorizzare il nostro straordinario territorio, invece ci troviamo a combattere con l’ennesimo organismo burocratico e autoreferenziale che sembra avere come unico scopo quello di utilizzare la lunga serie di vincoli, apposti con questo regolamento e che spesso sono doppioni di vincoli già esistenti, per giustificare l’esistenza in vita di un organismo che altrimenti non avrebbe motivo di esistere.

Tutto questo, ancora una volta, avviene sopra le nostre teste e senza che l’amministrazione comunale abbia svolto quel ruolo di indirizzo che invece avrebbe dovuto avere su un argomento tanto delicato. Come al solito la Giunta Montino non c’era e se c’era dormiva.

La prova è nel fatto che solo dopo la pubblicazione ufficiale del decreto di Gennaio 2020 l’amministrazione si è decisa a coinvolgere il consiglio comunale convocando una commissione per presentare il Piano.

 Assurdo, ora per intervenire non rimane che il ricorso al Tar.

Di argomenti per ricorrere in effetti ce ne sono molti. O ti chiami Benetton oppure, stando ai nuovi parametri sugli appezzamenti minimi necessari per costituire una nuova Azienda Agricola, sarà impossibile diventare conduttore agricolo a Fiumicino. Molti degli attuali imprenditori agricoli, dopo decine di anni di duro lavoro, saranno impossibilitati a lasciare in eredità ai propri figli o familiari la loro azienda.

Quei pochi che troveranno il modo di resistere si troveranno a combattere quotidianamente con una serie di vincoli e divieti assurdi che ne fiaccheranno la residua resistenza. 

Con l’entrata in vigore del regolamento, solo per fare qualche esempio, sarà fatto divieto ai mezzi a motore di transitare sulle strade interpoderali, si tornerà a coltivare la terra usando i buoi anziché i trattori, sarà consentito a tutti il libero accesso sui terreni agricoli come fosse un enorme parco pubblico cancellando di fatto il concetto di proprietà privata, sarà necessario ottenere un nulla osta dalla commissione di riserva anche per togliere le sterpaglie da un fosso.

Questa visione ottusamente ideologica rischia di dare il colpo di grazia finale ad una economia agricola già in grande difficoltà e anziché promuovere l’agricoltura biologica decreterà l’abbandono di ampie zone del nostro territorio. Un conto è preservare l’ambiente e il patrimonio naturale, altro è impedire di coltivare la terra o di allevare bestiame a tutte quelle famiglie che da generazioni hanno dato un fondamentale contributo socio-economico e culturale al Nostro Territorio.        

 


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