Il cambio di passo


di Elia Arena

Con il nuovo decreto liquidità che permette a famiglie e imprese di cambiare passo per affrontare la grave crisi economica, mi sento onorato di rendere il mio plauso a Italia Viva che ha combattuto con forza e determinazione, senza mollare di un centimetro, affinché questi provvedimenti fossero accolti per combattere – almeno parzialmente – un altro virus, ovvero quello economico e sociale. Ora è arrivato il momento di sbloccare i cantieri a partire dalle scuole e dalle infrastrutture pubbliche di straordinaria importanza. Sarebbe un ottimo lavoro per il rilancio e la ricostruzione di un sistema paese che era al collasso e sarebbe arrivato al default, nonché svenduto ai migliori offerenti. Italia Viva è presente, oltre che propositiva, mediante una linea programmatica che pochi partiti in questa fase hanno manifestato. Essere antipatici conta poco; essere capaci politicamente è un’attitudine che pochi politici di professione possono mettere al servizio della società civile. Chi parla di un partitino inesistente nei consensi e nei sondaggi ha solo smascherato stupidità e presunzione senza limiti; penso a quei quattro ciarlatani: giornalisti burloni e radical chic, i quali credono di sprigionare intellettualismo costruttivo, a mio avviso, miserevole e asservito al potere del Premier Conte; oltre al  giustizialismo retaggio dei famigerati tribunali di inquisizione… Forme di concetti antidemocratici e illiberali che si annoverano come passaggi storici tra i più tristi della storia del nostro continente.


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