Rilanciare il sistema paese… nonostante i 5Stelle!


di Elia Arena

Il nuovo decreto di 55 mld, che ha un impatto complessivo di 155 mld, potrebbe sancire  un vero cambio di passo nonostante i dissidi interni alla maggioranza. Le criticità del provvedimento dovute al ritardo affinché fosse varato è la prova evidente di un governo litigioso e senza una vera linea programmatica comune e sommessamente contrastante. I veri artefici della distruzione sono (ebbene menzionarli) i pentastellati, ancora una volta incapaci diplomaticamente a gestire una crisi talmente profonda che sta soffocando imprese e famiglie. Poco pragmatici e giustizialisti, essi continuano perennemente a sostenere i loro dogmi “movimentisti “ – solo in determinati momenti secondo gli esiti dei sondaggi – compromettenti in un contesto storico di grande emergenza economica e sociale.

Mi premeva sottolineare i limiti di alcuni esponenti dell’ attuale governo e parlamentari di basso profilo culturale e politico.  La policy non è la loro professione. Questo è abbastanza evidente.  Comunque dopo circa un mese di accanimenti tra le forze di coalizione è arrivato il risultato sperato da tutti noi. Il nuovo decreto è basato sull’indebitamento nell’attesa di aiuti mediante le risorse messe in campo attraverso nuovi strumenti finanziari europei. Il debito pubblico sarà sempre più oneroso negli anni a venire qualora i finanziamenti dovessero prendere forme di dirigismo e nazionalizzazioni di imprese già decotte. Il piano shock degli investimenti pubblici, secondo i desiderata di Italia Viva, è la priorità assoluta per avviare il risanamento del sistema paese. Sbloccare il codice degli appalti è indiscutibile. Come al solito proposto dai bravi ragazzi del M5S inetti a comprendere che non ci sarà sviluppo e modernizzazione della macchina statale se non si inizi a sburocratizzare. A breve capiranno… soprattutto nel momento in cui, quando il vero leader di questa coalizione, Matteo Renzi, condurrà loro a scegliere se mantenere le poltrone o decidere per nuove elezioni politiche. Giuseppi fa una fatica abnorme perché loro possano cambiare road map e condividere proposte più plausibili.

Dulcis in fundo, mi preme spendere due righe a favore di una nostra Ministra. Essa è  umile, capace e intelligente. Le sue  parole hanno fatto commuovere tutti noi. Ieri sera Teresa Bellanova, una donna che ha dedicato buona parte della sua vita come bracciante agricola,  ha conferito de facto un esempio di lungimiranza e visione politica di grande spessore  verso tutti coloro che  vivono in uno stato di indigenza più acuta, consentendo a circa un milione di irregolari di vivere una vita più dignitosa. Ha pensato agli immigrati  che vivono la vita nei campi sottomessi al caporalato e a tutte le mafie dello sfruttamento più atroce. Lungi da me teorizzare una politica sull’immigrazione indiscriminata e senza regole, ma credo che regolarizzare chi porta il cibo sulle nostre tavole meriti rispetto e dignità. Premetto che, non capisco come mai, sempre loro (i “grilletti”) non abbiano recepito con un minimo di buon senso la proposta di Italia Viva e si siano invece schierati fermamente contro piuttosto che ridiscutere il reddito di cittadinanza.


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