Ciao Alvaro


di Franco Cerretti

La morte ci lascia sempre attoniti, smarriti. È il grande evento della nostra esistenza. Quando però colpisce una persona ancor giovane la rabbia prende il posto dello smarrimento. Alvaro Cirignano ci ha lasciati all’improvviso, pescato a caso da una mano nemica che non guarda l’età, il percorso di vita, le ragioni che potrebbero giustificare una simile estrazione. Nell’urna nella quale ci sono i nostri nomi quello di Alvaro è uscito su una ruota di questa lotteria che è la vita e, quindi, la morte. Perché, ci si chiede. Non lo sapremo mai, se non quando sarà il nostro turno. Come sempre si dice in queste occasioni, chi ci lascia viene dipinto come una persona buona, perfetta. Ecco, nel caso di Alvaro nessuna ombra può offuscare la sua figura. Era veramente una bella persona. In tanti anni, non abbiamo mai ascoltato una parola cattiva, una malignità, un commento sgradevole. Era buono. Non ci sono altri aggettivi. E del resto la sua esistenza sta lì a testimoniarlo. Uomo di chiesa, sospinto da una fede incrollabile, ha dedicato buona parte della sua vita agli altri. Rimane il vuoto, ora, dentro di noi che lo abbiamo conosciuto. Un vuoto che potrà essere riempito solo dalla speranza che quella fede che lo ha sempre sostenuto trovi nell’aldilà una conferma alle certezze nelle quali ha sempre creduto. Ciao Alvaro.


Ciao Alvaro

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