Montino vs Tasciotti


Il Sindaco Montino revoca l’incarico al Garante per l’Infanzia Tasciotti

 

Montino: “…Non posso non notare la tua totale assenza…”

Tasciotti: “Hai anticipato le mie dimissioni… Non condivido da mesi la tua politica…”

Calicchio: “Tasciotti ha male interpretato il suo ruolo”

Lunghe lettere e altrettanto lunghi comunicati fra Montino, Tasciotti e Calicchio per suggellare la conclusione di un rapporto che mostrava da tempo profonde spaccature. Il tutto proprio alla vigilia della Giornata mondiale dei diritti dei Bambini.

MONTINO

“Non posso non notare e con dispiacere rimarcare la tua totale assenza, così come l’inesistenza di materiale o iniziative prodotte… Rileggendo le 15 funzioni di vigilanza consulenza sostegno e promozione delegate dal nostro regolamento comunale al Garante per l’Infanzia e l’adolescenza, non ho riscontrato un tuo appunto, una tua riflessione”.

TASCIOTTI

“Il Garante non è il servo sciocco del padrone. Indipendentemente dall’incarico continuerò la battaglia per i diritti dei giovani come faccio da ben 50 anni. Non mi occorre il grado per servire con amore passione e competenza le cause dei cittadini. Adesso ho una cosa in più: la totale libertà di agire”.“In realtà – dice Tasciotti – deduco che i veri motivi che ti hanno spinto a revocare l’incarico si possono riassumere in questo ordine:

i miei interventi contro la tua decisione di chiudere le palestre scolastiche e impedire a migliaia di persone di praticare lo sport;

di assegnare ad un’agenzia interinale i servizi educativi, cosa esecrabile per qualsivoglia procedura metodologica e politica, privatizzando di fatto le insegnanti, verso un servizio educativo;

– per ultimo, la mia presa di posizione nei confronti dell’obbligo di far mettere la mascherina al banco alle bambine ed ai bambini delle nostre Istituzioni scolastiche, posizione che avresti dovuto avocare a te quale commissario straordinario, ponendo tu la questione alle autorità

nazionali. Fatto rilevante, quando le conseguenze sul piano della salute sono preoccupanti.

Veniamo agli addebiti.

Voglio rammentarti che in questi 2 anni, da Garante, sono stato punto di riferimento per numerose famiglie, adoperandomi a risolvere le numerose e complesse problematiche. Ti ricordo, visto che non li hai letti, che ho prodotto le seguenti documentazioni :

• elementi metodologici per organizzare le lezioni a distanza. Inviato a tutte le dirigenze scolastiche che lo hanno trasmesso ai loro docenti. Lo scopo, te lo paleso, è stato quello di rendere le lezioni a distanza più adatte ai nostri ragazzi.

• breve manuale di azioni didattiche per far svolgere agli alunni attività motorie a casa. Tale libello è stato consegnato alle dirigenze scolastiche che lo hanno inviato alle famiglie.

• documento su ipotesi risolutive per l’apertura dell’anno scolastico, consegnato a te durante la riunione con i dirigenti scolastici, che non hai preso in considerazione.

• Rammento inoltre, che ho sollecitato e promosso, con gli assessori di riferimento, riunioni con i gestori dei centri estivi, di fondamentale importanza per ridare ai ragazzi momenti di gioia

  • Infine, per tua memoria, ho promosso un corso di formazione rivolto alle insegnanti della scuola dell’infanzia su di un tema delicatissimo: le condizioni psicopedagogiche sulla gestione della crisi in ambiente scolastico. 

Sappi che hai anticipato le mie dimissioni, dato che non condivido da mesi le tue impostazioni politiche e di metodo, sulle tematiche relative a quanto esposto sopra.

CALICCHIO

 “Conosco Roberto Tasciotti da molti anni e ho molta stima di lui. Sono stato un suo grande sostenitore in molte situazioni. Ma temo che questa volta abbia male interpretato il suo ruolo. Ha anche male interpretato il messaggio del Presidente della Repubblica Mattarella che ha chiesto responsabilità soprattutto a chi riveste ruoli istituzionali, perché non bisogna creare confusione nelle persone oltre a quella che c’è già in questo momento”.

“Le istituzioni devono muoversi compatte e avere una voce chiara e inequivocabile altrimenti si crea spaesamento nella cittadinanza ed è l’ultima cosa che serve. Per questo mi sento di condividere la decisione del Sindaco”.

“Non c’è stata alcuna epurazione e inviterei a pesare le parole ed abbassare i toni. Quello tra il Garante per l’infanzia e il sindaco è un rapporto di fiducia, come quello tra il sindaco e gli assessori o tra il sindaco e i delegati. È evidente che se viene a mancare questa fiducia, il sindaco ha tutto il diritto di revocare l’incarico”.

 


Montino vs Tasciotti

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